Educazione ecologica nelle scuole: moda, cibo e biodiversità nel campo.

Nell’autunno 2025 abbiamo accompagnato studenti e studentesse in un percorso educativo pensato per riscoprire il ruolo centrale delle piante nella nostra vita quotidiana. Sviluppare un senso di responsabilità verso l’ambiente parte, infatti, dal riscoprire quanto sia fondamentale per la nostra esistenza e dall’apprezzarne la bellezza. Sono diversi anni che lavoriamo con la Scuola Media Rodari e le Primarie Gabbro e Tito Speri per coltivare fin da piccoli una consapevolezza ecologica, all’interno di Mixité, un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile

Nonostante mangiamo, vestiamo e usiamo piante tutti i giorni, la maggior parte di noi, specialmente tra le nuove generazioni, sono ignari di come funzioni un orto e la trasformazioni del raccolto prima che raggiunga la nostra tavola e le nostre case.

Dall’orto, alla tavola e all’armadio

Siamo quindi partiti da un’esplorazione degli orti comunitari per osservare ciò che vi si trova in autunno -molto diverso da quel che troviamo nei supermercati- confrontandoci quindi sulla stagionalità e sull’importanza di scegliere ortaggi locali che rispettino i cicli naturali e hanno quindi un minor impatto ambientale. Ma quindi, mangiamo cavolo per tutto l’inverno?  Abbiamo parlato di come trasformare i prodotti per conservarli a lungo: essiccazione, salatura, zucchero, sott’olio, sott’aceto e fermentazione sono diventate più familiari osservando cibi consumati frequentemente che vengono conservati in questo modo.

Nel secondo incontro abbiamo osservato le piante come organismi complessi e generosi: tutte le loro parti possono essere utili. Ci siamo concentrati in particolare sul legame tra semi, insetti e biodiversità. Esplorando il parco, abbiamo cercato, raccolto e osservato tutti i semi in cui ci imbattevamo -molti più di quanto ci si aspetti!- interrogandoci soprattutto sui modi ingegnosi che la natura trova per riprodursi disperdendoli.

Ma i semi si mangiano?? Mandorle, farro, fagioli. Ed ecco che ci accorgiamo che le cose che mangiamo tutti i giorni sono parte proprio di quello stesso ciclo di intelligenza vegetale che abbiamo esplorato. Da domani forse li guarderemo in modo diverso!

In classe, il terzo appuntamento ha preso la forma di un grande gioco di ruolo. Divisi in squadre, gli studenti hanno immaginato un villaggio autosufficiente, interrogandosi su quali siano i bisogni primari e scegliendo quali piante coltivare per soddisfarli. Dal cibo ai vestiti, dall’avere un riparo allo svago, è emerso come le piante offrano soluzioni sostenibili che vanno ben oltre l’alimentazione. 

L’ultimo incontro ha affrontato il tema del fast fashion e del suo impatto sul suolo e sulle discariche. Confrontando le differenze tra fibre naturali e sintetiche, abbiamo parlato di tempi di degradazione, piante tintorie e tinture naturali e chimiche.Al lavoro! Abbiamo usato delle vecchie magliette per creare delle borse! Il laboratorio ci ha fatto mettere in moto le mani, stimolando la creatività e mostrando come allungare la vita dei capi.

Semi di cambiamento

Ma le nostra attenzioni quotidiane basteranno a salvare il mondo? Da soli no, ma la favola africana del piccolo colibrì, che abbiamo letto in classe, ci ricorda quanto dare l’esempio possa ispirare le persone che ci circondano a fare lo stesso.